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Nostalgia

18-04-2023 14:34

Nicola Sensale

EMOZIONI,

Nostalgia

La nostalgia è quella dimensione dove il presente convive con il passato e dove la persona può raccogliere se stessa ed evolvere.

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La nostalgia, dai francesi un tempo definita mal du pays, indica uno stato di turbamento dovuto all’allontanamento definitivo da un ambiente o da una situazione molto familiare, piacevole, protettiva. 

 

La nostalgia simboleggia e definisce l’impossibilità di accettare ed elaborare una qualsiasi perdita o di lasciar andare le cose che terminano.  

 

In essa il presente convive con il passato: il luogo in cui ci si trovava assieme ad altre persone vengono messi in relazione con il presente di luoghi e persone che non possono “reggere il paragone”. 

 

La nostalgia è pertanto la coloritura emotiva, sovente intensa e duratura, delle memorie e delle immagini mentali di periodi nella nostra vita in cui raffiguravamo noi stessi come migliori e più felici. 

 

E’ il sentimento della “triste dolcezza” dei ricordi delle cose e delle persone dei “tempi andati”, della consapevolezza che essi non sono veramente persi, poiché ci appartengono e vivono per sempre dentro di noi. 

 

La sua manifestazione, in questi termini, si può considerare come il segnale della crescita esistenziale della persona.

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La nostalgia è il risultato di processi sia cognitivi che emotivi, in cui la memoria innanzitutto e l’immaginazione in secondo luogo, forniscono i materiali perché l’emozione si manifesti: in questo sentimento il presente convive con il passato e sovente il confronto tra i due tempi possiede anche la caratteristica, desolante, del never more, il “mai più”, che procura agli eventi vissuti un’aurea di fascino struggente e di ricchezza interiorizzata. 

 

La nostalgia può sorgere improvvisa, talvolta richiamata dall’ascolto di un brano musicale, da un cibo, da un particolare odore presente nell’aria, una fotografia e può durare solo qualche attimo o essere più durevole e nettamente presente nella coscienza della persona, che comprende perché si sente improvvisamente triste e nostalgica. 

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La nostalgia ha dunque una doppia valenza: quando essa testimonia il ricordo di un’assenza importante e definitiva, essa viene identificata come dolorosa e intollerabile, tanto che spesso deve essere rimossa perché causa eccessiva infelicità, senso di vuoto e abbandono e va dunque tenuta sotto controllo. 

 

Ciò appare diverso dalla nostalgia per luoghi e persone con  cui l’esperienza vissuta è stata molto piacevole e non vi è stato un esito doloroso o drammatico, quanto piuttosto triste e rammaricante perché la gioia che l’esperienza ha procurato é terminata, come al termine di un periodo di vacanza che ci ha permesso di trascorrere giornate piacevoli o addirittura meravigliose in compagnia di qualcuno per noi significativo in luoghi che non dimenticheremo. 

 

Questa nostalgia é mitigata dalla coscienza di di potersi rivedere o ripetere nuovamente l’esperienza, un orizzonte aperto che offre una realistica consolazione al nostalgico.

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Gli uomini hanno spesso nostalgia della loro giovinezza, pertanto sovente restano sentimentalmente legati ai criteri di gusto e alle mode di quando essi erano adolescenti o giovani. 

 

I gusti delle donne sembrano invece più duttili e mutevoli e meno suscettibili di nostalgie, tanto che esse appaiono più flessibili e in grado di tollerare meglio la nostalgia del tempo perduto. 

 

Spesso queste forme di nostalgia inducono a rimanere agganciati a gusti estetici, capi di abbigliamento o interessi artistici e culturali “datati”, oppure spingono a ritocchi cosmetici o addirittura interventi chirurgici “blocca-tempo”. 

 

Si tratta di rimedi messi in atto nel tentativo di ridurre l’impatto negativo del trascorrere del tempo sul narcisismo personale e sul proprio senso di onnipotenza soggettiva, data l’evidenza degli inevitabili cambiamenti del corpo e della graduale modificazione dei cicli di funzionamento dell’energia vitale: ciò che era possibile un tempo adesso non é più possibile, se non in forma diversa. 

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Esiste anche la nostalgia degli emigranti che è piuttosto spaziale (la distanza) e procura il “desiderio di tornare” o di “essere informati” su come vanno adesso le cose nei posti che si sono lasciati, ed è molto evidente dal punto di vista espressivo. 

 

Esiste poi la nostalgia degli anziani, che è di natura temporale, guarda al passato per avere conferme sulla propria attuale identità ed è piuttosto opaca dal punto di vista espressivo, ovvero talvolta mesta e spesso povera di dettagli. 

 

E’ frequente infatti assistere a conversazioni di anziani che si lanciano in racconti piuttosto confusivi rispetto al loro passato, manifestando la loro ritrosia a parlare dei tempi andati e ad accettare la loro condizione di poca autonomia ed efficienza del loro presente. 

 

Altrettanto quanto é frequente vederli parlare della loro giovinezza con lucidità di dettagli ed entusiasmo, talvolta con sopravvalutazione, quasi una forma di spacconeria, che mette in evidenza il desiderio di percepire all’interno di sé ancora un po’ di quella forza e di quella vitalità del passato e allontanare la paura della morte

 

Infine esiste la nostalgia dei soldati, sia spaziale che temporale, e può essere sia opaca che trasparente.

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La nostalgia è una forma di desiderio, in quanto tale pertanto è diversa dall’amore. 

 

E’ abbastanza immaginifica, tanto che sovente, tornando sui luoghi della nostalgia, non ritroviamo le cose che abbiamo vissuto e lasciato andare, perché “tutto adesso è cambiato” e restiamo pertanto delusi. 

 

Talvolta invece, seguendo il percorso della nostalgia e tornando lì dove c’era la gioia, ritroviamo appagamento, e la nostalgia ritornerà, come un’altalena, quando dovremo di nuovo allontanarci dal luogo di tale gioia o piacere, perché la vicinanza sazia, ma la nuova lontananza crea di nuovo il desiderio e l’aspettativa di un nuovo godimento. 

Studio del Dott. Nicola Sensale
Via Borgosesia, 63
10145 Torino
+39  388 94 47 902 centrostudires@gmail.com

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Nicola Sensale Psicologo e Psicoterapeuta in Torino

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